maggio 21, 2004

Segreti di stato


Primo Maggio del 1947, a Portella della Ginestra, vicino Palermo, qualcuno spara sulla folla: 11 morti e 27 feriti. Poche ore dopo la strage gli inquirenti fanno già un nome: il bandito Giuliano. Ma, stranamente, la rapida inchiesta sul massacro di uomini donne e bambini avvenuto durante la Festa del Lavoro e la successiva misteriosa uccisione del famoso bandito che avrebbe causato tale misfatto, verranno dichiarati dal Governo Italiano “Segreti di stato”. Dopo anni di ricerche e studi dell'ampia bibliografia pubblicata sull'argomento, delle testimonianze raccolte da Danilo Dolci, dei documenti desegretati dalla Commissione Parlamentare Antimafia, degli incartamenti relativi al processo depositati presso il Tribunale di Roma, e soprattutto grazie all'analisi sistematica della documentazione rinvenuta negli archivi dell'Office of Strategic Services di Washington (un materiale impressionante e tuttora inedito), siamo in grado di avere oggi una ricostruzione nuova e originale dei fatti e delle cause di quel tragico evento.

Trama: durante il processo per la strage di Portella della Ginestra, tenutosi nel '51 a Viterbo contro i membri della banda Giuliano, un avvocato non convinto dei risultati dell'inchiesta decide di condurre segretamente una propria indagine sull’eccidio.
Da un piccolo particolare - il calibro delle pallottole estratte dai corpi delle vittime - l'avvocato risale la china di un lungo percorso d'indagine, alla ricerca di tracce nuove e testimonianze inascoltate. Questo percorso lo conduce in Sicilia, sul luogo della strage.
Portella della Ginestra, in provincia di Palermo, è un enorme pianoro incolto e sassoso racchiuso tra i monti Pizzuta e Kumeta. Questo secondo rilievo ha una propaggine avanzata che incombe sulla piana: il Cozzo Dxuhait, che in albanese significa "punto d'osservazione". Al centro del pianoro vi è un masso: il sasso Barbato, podio naturale degli oratori socialisti fin dai tempi dei "fasci siciliani".
Il quadro geografico risulterà particolarmente importante per l'avvocato, consentendogli di avanzare poco a poco verso un'ipotesi totalmente differente da quella ufficiale.

LE RAGIONI DI UN FILM di Paolo Benvenuti

“Il primo a parlarmi della strage di Portella della Ginestra fu il sociologo Danilo Dolci nel settembre del 1996. Dolci non amava il cinema, lo riteneva veicolo di "trasmissione" e non oggetto di "comunicazione"…Ma si convinse a mostrarmi nel suo Centro Studi a Partitico alcuni vecchi faldoni pieni di carte, archiviati con la dicitura "Portella della Ginestra - testimonianze".
Per aver capeggiato nel 1956 uno sciopero "alla rovescia" di contadini affamati, facendo riparare una vecchia "trazzera" dissestata, Dolci, accusato di sedizione, era stato tradotto al carcere dell'Ucciardone di Palermo. Durante la sua detenzione ebbe modo di avvicinare gli uomini della banda di Salvatore Giuliano e di intervistarli. Da quelle testimonianze, raccolte dalla viva voce dei banditi, iniziò una ricerca sistematica che Dolci e i suoi collaboratori condussero per anni sul territorio della Sicilia occidentale, intervistando testimoni, vittime della strage e quanti avevano visto cose che non avrebbero mai dovuto vedere…
Mi misi di buon grado a decifrare quegli scritti che per me risultarono, allora, totalmente incomprensibili. Non conoscevo nulla della storia di Salvatore Giuliano, nulla della Sicilia del dopoguerra, nulla del Separatismo, delle lotte contadine, del banditismo, degli intrighi politici, della fame, dei morti ammazzati sui cigli delle strade…Documentandomi, si andava svelando ai miei occhi una storia di legami inconfessabili tra criminalità organizzata e politica, tra pezzi dello Stato italiano agli albori della Repubblica e il banditismo più efferato e sanguinario.
Quando Danilo sentì di essere prossimo alla fine, mi fece promettere che avrei portato a termine questo lavoro, traendone un film. "Un film semplice," - disse - "alla portata di tutti." Poi aggiunse: - "Gli italiani devono sapere che Portella della Ginestra è la chiave per comprendere la vera storia della nostra Repubblica. Le regole della politica italiana di questo mezzo secolo sono state scritte con il sangue delle vittime di quella strage". Il film è nato da quella promessa”.

Per approfondire: http://www.misteriditalia.com/giuliano/